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Il Veneto, come altre Regioni d’Italia, ha messo a punto nel corso degli anni una serie di precise normative in merito alle questioni ambientali ed in particolar modo alla gestione delle acque di dilavamento delle superfici.

Il punto di partenza rimane ovviamente il Testo Unico sull’Ambiente, D. Lgs. 152/2006.
Gli aspetti che generalmente devono essere considerati sono:

  • quantitativo, ovvero la quantità di acqua che, a seguito di un intervento edilizio che comporta impermeabilizzazione del suolo, viene inviata al reticolo idrografico piuttosto che ad altri sistemi di collettamento;
  • qualitativo, ovvero la qualità delle acque ed il dilavamento di sostanze potenzialmente inquinanti.

Per quanto riguarda l’aspetto quantitativo, la Regione Veneto, tra le prime del Paese, ha introdotto già nel 2002 il concetto di compatibilità idraulica degli interventi urbanistici: l’impermeabilizzazione del suolo, a seguito di urbanizzazione, deve essere accompagnata da sistemi per la mitigazione, al fine di non alterare il regime idraulico dei sistemi ricettori, spesso e volentieri in precario stato di manutenzione e con criticità più o meno diffuse.

Detto in modo semplice, se un’area permeabile (area a verde, area agricola) viene trasformata in area residenziale, commerciale, produttiva o altra destinazione, tale da comportare l’impermeabilizzazione del suolo oltre determinati valori, si rende necessario adottare idonei sistemi per trattenere le acque di pioggia. Esse verranno poi rilasciate nel medio periodo, con portate compatibili a quelle stimate per lo stato antecedente l’urbanizzazione.

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La mitigazione idraulica

In sostanza, se per un’area a verde si poteva considerare una portata scaricata di 10 l/s ha, a seguito dell’impermeabilizzazione devono essere scaricati sempre 10 l/s ha.

Le considerazioni da fare sulla compatibilità idraulica non possono essere approfondite in poche righe, pertanto rimandiamo al prossimo articolo per una più dettagliata argomentazione.
Vi è poi da considerare l’aspetto qualitativo, relativo quindi alla potenziale presenza di sostanze inquinanti che, in determinate situazioni, devono essere opportunamente trattate prima di essere scaricate. Il testo regionale di riferimento è il Piano di Tutela delle Acque.
Generalmente, per le aree residenziali gli aspetti qualitativi non hanno particolare peso, mentre più complesso è il caso di aree commerciali, produttive o industriali.

Consideriamo quindi la costruzione di un nuovo fabbricato industriale, su un’area a verde. Gli aspetti da considerare sono molteplici e richiedono la consulenza di diverse figure tra loro complementari, ma non interscambiabili: progettista architettonico, strutturista, impiantista, geotecnico o geologo ed, infine, l’ingegnere idraulico.

In tale contesto, quindi, l’ingegnere idraulico può fornire una consulenza riguardo:

  • compatibilità idraulica: redazione della valutazione di compatibilità idraulica, in ogni caso obbligatoria per interventi di estensione superiore a 1.000 mq;
  • progettazione dei sistemi di mitigazione idraulica: dimensionamento dei sistemi di mitigazione, previa verifica delle prescrizioni locali o altre indicazioni specifiche, e dei manufatti per la regolazione della portata;
  • progettazione delle reti acque meteoriche: dimensionamento delle reti di raccolta delle coperture e dei piazzali, valutazione sulla necessità di realizzare separazione dei contributi, individuazione punti di scarico;
  • progettazione delle reti acque nere: dimensionamento delle reti di collettamento dei reflui, in particolare di servizi igienici o contributi ad essi assimilabili;
  • progettazione dei sistemi di trattamento delle acque: dimensionamento dei sistemi di trattamento delle acque di dilavamento delle superfici in conformità a quanto richiesto dal Piano di Tutela delle Acque.

Per quanto riguarda lo Studio, elemento fondamentale, oltre allo sviluppo di un progetto corretto, è anche la conoscenza delle procedure necessarie al rilascio dei pareri degli enti competenti sul territorio in materia idraulica (Consorzio di Bonifica, Genio Civile, Provincia, enti gestori del Servizio Idrico Integrato, Comune). L’esperienza, il confronto consolidato con i Tecnici dei diversi Enti, consentono di indirizzare ed ottimizzare la progettazione, guidando il Committente verso le migliori soluzioni ed i più veloci risultati.
Un ultimo cappello per evidenziare come, al giorno d’oggi, la progettazione di interventi complessi sia sempre più compartimentata, sia per la specificità dei singoli settori in considerazione degli aggiornamenti tecnici, tecnologici, normativi, sia per il bagaglio di esperienza che permette, per buona parte dei casi, di orientarsi in un mare di adempimenti amministrativi non sempre facili da interpretare.